Qual È il Prezzo Della Felicità?


Nella vita hai già ascoltato la famosa frase che dice: “Tutto ha un prezzo”?
Sai cosa vuol dire realmente? 
Dire che tutto ha un prezzo significa che di forma più o meno evidente tutto ha un costo, cioè per realizzare una cosa dobbiamo essere disposti a rinunciare a qualcos'altro ed è per questo che immediatamente mi sorge una domanda: “Sarà che siamo pronti a fare alcune rinunce?”

Al giorno d’oggi molte persone sembrano ossessionate dalla ricerca della felicità e della vita perfetta ma non considerano che essere felici costa, vogliono tutto e subito, desiderano "la botte piena e la moglie ubriaca". 
Sfortunatamente le cose non funzionano in questo modo e la scarsa propensione al sacrificio, accompagnata alla mancanza di pazienza, ci allontanano ogni giorno di più dalla felicità che desideriamo raggiungere. 

Per essere felici dobbiamo pagare un prezzo, affrontare alcuni sacrifici e capire che alcune rinunce sono alla base di una vita felice. 
Sei pronto? 
Se sei curioso e hai davvero voglia di metterti in gioco per essere felice ti invito ad avvicinarti “alla cassa” per scoprire insieme quali sono alcuni costi nascosti che dobbiamo pagare per raggiungere la felicità.

Bisogna accettare l'imperfezione e i difetti.
Alcune persone ancora oggi pensano che la ricetta della felicità sia avere un bello stipendio, un coniuge, uno o più figli, la casa di proprietà, due belle macchine in garage, fare un bel viaggio in estate e l’altro nelle vacanze natalizie con aggiunta di regali e qualche cena al ristorante quando possibile. 
Più che la ricetta della felicità mi sembra una lista delle esigenze, una lunga lista che se completata ci renderà felice per i prossimi trenta anni. 

Sia chiaro niente in contrario, la maggior parte di noi ama quanto appena accennato ma sarà che la vita funziona realmente in questo modo?
Diego ma cosa stai tentando di dirci? 
Semplice anche in quella che può sembrare la vita dei sogni le cose cambiano, le persone evolvono (è vero non tutte evolvono) e le esigenze cambiano. 
Quello che era perfetto 10 anni fa, probabilmente oggi è ben lontano dall'idea di perfezione che nella nostra mente si è modificata nel tempo. 

La ricerca delle condizioni di vita perfette è semplice una idealizzazione che a lungo andare porta allo stress semplicemente perché possiamo avvicinarci alla perfezione ma non la raggiungeremo mai. 
Qualunque sia la tua concezione di "perfetto" esiste solo nella tua bella testolina perché la perfezione è di per sé una concezione imperfetta. 
Le cose cambiano tanto rapidamente che spesso non riusciamo a decidere che cosa è la perfezione o semplicemente non lo sappiamo. 
Tutto quello che possiamo sapere è ciò che è migliore o peggiore se paragonato a quello che ora è, ossia al momento attuale. E anche quando facciamo questo paragone spesso siamo incerti e sbagliamo.

Lo so che non sei ancora convinto di ciò che ho appena detto quindi ti faccio una domanda: tutto quello che è perfetto per te è anche perfetto per le persone con cui quotidianamente vivi? 
E ancora, se queste persone agiscono e cambiano alcune carte in tavola, modificano allo stesso tempo anche il tuo modo di giocare per “recuperare la tua perfezione” che è stata alterata?
Bene ora hai capito dove voglio arrivare: più rapidamente accettiamo che un punto fondamentale della vita è il progresso e non la perfezione, tanto prima potremo goderci ciò che abbiamo, nel momento in cui l’abbiamo e sapendo che le cose domani potrebbero cambiare.

Prima smetteremo di compilare la lista della felicità (che spesso non è nemmeno nostra ma l’abbiamo “presa in prestito” da altre persone che riteniamo felici) sostituendola con una lista di obbiettivi e prima diminuiremo lo stress e la frustrazione di dover seguire ognuno dei 100 passi (di altre persone) per essere felici.

La vera sfida è accettare l’imperfezione, ossia accettare di vivere anche con alcune cose che non ci piacciono, cose che non possiamo cambiare totalmente ma che possiamo rendere più interessanti sapendo che con esse avremo la possibilità di apprendere molto su noi stessi e gli altri.
La vita non potrà mai essere al 100% come desideriamo. 
Troveremo sempre qualche piccola imperfezione e saperla accettare ci permetterà di essere felici, apprezzando i nostri e gli altrui difettiE ti garantisco che questa consapevolezza è una cosa eccellente.

Bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si fa.
Dare la colpa agli altri per i nostri problemi è una scorciatoia facile e quasi indolore ma non è mai la soluzione ideale. 
Sentirsi la vittima sacrificale del destino (ma poi chi sarà e che faccia ha questo destino?) è un paracadute che non si apre perché questo atteggiamento alimenta il vittimismo e allontana le responsabilità. 
Sentirsi colpiti dalle ingiustizie ci fa credere di essere al centro del mondo, nessuno ha tutti i nostri grandi e enormi problemi e sulle nostre spalle carichiamo un peso insopportabile. 
Se ti ritrovi in questa descrizione puoi aprire gli occhi in questo esatto momento perché i tuoi problemi non ti rendono né unico né particolarmente speciale.
Tutti hanno dei problemi ma non tutti li affrontano allo stesso modo ed è questo il segreto.
Invece di cercare il colpevole per i tuoi problemi o guardare la situazione degli altri, concentrati sulle soluzioni, su quello che puoi fare realmente per risolverli e passa all'azione.

Diego vuoi dirmi che un mio problema non è mai conseguenza di un comportamento altrui? 
E quando sono fermo al semaforo e un ubriaco mi distrugge la macchina la colpa è mia?
E quando per colpa del mio capo ho perso una promozione professionale? 
E se il medico non mi ha fatto bene un intervento chirurgico e ancora oggi ne porto le conseguenze? 
Chiaro non è colpa tua se un ubriaco ti distrugge la macchina e se il chirurgo si è svegliato con il piede sbagliato errando la tua chirurgia, ma è tua responsabilità vedere in che modo puoi rimediare ai danni subiti sia emotivamente che fisicamente. 
Solo con questo atteggiamento positivo potrai ridurre o annullare le conseguenze di un’azione altrui indipendente dal tuo comportamento. 

Incolpare gli altri per i propri problemi può dare un sollievo momentaneo, ma a lungo andare nasconde una insidia estremamente pericolosa: la consapevolezza che tu non sei protagonista della tua vita. E ti garantisco che essere spettatore passivo della propria vita è un modo estremamente negativo di vivere.

Bisogna essere disposti a fallire.
Molti grandi successi nascono da altrettanto grandi fallimenti.
Bisogna accettare la possibilità di fallire e avere allo stesso tempo la capacità di rialzarsi e imparare dagli errori commessi perché come dice un antico proverbio: “Errare è umano, perseverare nell'errore è diabolico”. 
Cambia il modo di vedere il fallimento e la vita cambierà. 
Edison ha fatto più di mille tentativi prima di riuscire a trovare il materiale che gli ha permesso di inventare la lampadina. 
In ogni impresa il fallimento è il motore del progresso. E il progresso, per definizione, è ciò avvicina alla felicità, il nostro progresso e il progresso altrui. 

Bisogna essere pronti a modificare comportamento, valori e attitudine quando necessario. Senza fallimento non c'è progresso e senza progresso non c'è felicità. 
Bisogna rapidamente saper assaporare il gusto dell’insuccesso e la più grande abilità che si può sviluppare non è come evitare di fallire ma come imparare da un fallimento.

Bisogna sentire la paura e non fermarsi.
Avere coraggio non vuol dire non avere paura. Il coraggio è un sentimento che non esclude la paura, l’insicurezza e il dubbio. Essere coraggiosi vuol dire decidere nonostante tutto.

Bisogna evitare di decidere in base alle pure emozioni perché a lungo andare questo atteggiamento porta a vivere come sulle montagne russe in un continuo sali e scendi. 
Sentire paura fa riflettere, ma sentire paura in eccesso può bloccare. 
Fare della paura un arma di successo è uno dei segreti della felicità che si basa su valori profondi che vanno oltre la tempesta emotiva momentanea. 

Bisogna trovare un proposito serio che giustifichi le azioni che si fanno.
Non esiste nulla di più motivante che fare qualcosa perché ci crediamo “anima e corpo”.
Quando la motivazione poggia su basi e valori solidi aiuta a superare gli ostacoli, motiva e si rafforza lungo il cammino. 

Per esempio avere come motivazione il diventare ricco per amore al denaro può funzionare ma a lungo andare potrebbe portare a problemi professionali e personali, desiderare diventare ricco per avere la possibilità di garantirsi e garantire una vita di maggiore sicurezza e conforto ai propri famigliari è una motivazione concreta e solida che porta ad affrontare con maggiore determinazione eventuali difficoltà e sfide impegnative.

Belle parole Diego, ma come si fa a trovare il vero proposito della vita? 
E una volta identificato è sempre valido?

Comincio dalla seconda domanda, ognuno anche chi ancora non lo ha scoperto ha un proposito nella vita che non è fisso ma può variare nel corso degli anni. Per questa ragione è importante periodicamente aggiornare il nostro sistema di valori personali per verificare che esista ancora una coerenza tra questi ultimi e il nostro proposito.
Scoprire qual è il proposito o missione di vita è una grande sfida che abbiamo il dovere di affrontare. Esiste chi lo individua molto rapidamente, esistono persone che se ne rendono conto in età avanzata e altre che non lo scoprono mai. 

Concretamente chiediti che cosa è importante e perché è importante e man mano che rispondi scoprirai quali sono i valori su cui si basano le tue priorità. Se per te il denaro, il sesso o la squadra di calcio sono importanti chiediti perché lo sono, qual è l’esigenza e il sentimento che soddisfano. 
Una volta che avrai stabilito quali sono i tuoi valori fondamentali, identifica cosa sai fare particolarmente bene e chiediti in che modo puoi utilizzare le tue abilità a servizio dei tuoi valori per fare ciò che nella vita per te è importante. Quando sarà chiaro qual è il tuo proposito e sai cosa vuoi fare…fallo. 

Ora che sei arrivato alla cassa sei disposto a pagare il prezzo per avvicinarti alla felicità tanto desiderata?

®© Diego Trambaioli
Foto: Google Search


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Un grande abbraccio. 

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È molto più facile lamentarsi della sfortuna, del destino e vivere come spettatori guardando il successo altrui. Decidere di essere protagonisti richiede determinazione, fermezza e azione. Se possiedi queste qualità sicuramente starai già scaricando questo e-book perché sai che una lunga camminata inizia con il primo passo. 

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